{"id":26,"date":"2025-06-07T16:40:01","date_gmt":"2025-06-07T14:40:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.parrocchiadigraffignana.it\/toctoc\/?page_id=26"},"modified":"2025-06-07T17:24:58","modified_gmt":"2025-06-07T15:24:58","slug":"tema","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiadigraffignana.it\/toctoc\/tema\/","title":{"rendered":"Tema"},"content":{"rendered":"\n<p>Forse dobbiamo ammettere che non siamo stati proprio originali, ma potevamo forse non considerare un evento cos\u00ec importante per la Chiesa? Qualcuno potrebbe dire che potevamo certamente, ma in realt\u00e0 non volevamo farlo! Non volevamo perdere l\u2019occasione di un tema religiosamente connotato per metterlo al centro di una rilettura esistenziale che possa provocare la vita e la fede di tutti, dandole senso nuovo. <\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 la prima volta che gli eventi mondiali ed internazionali che l\u2019anno ci offre, vengono scelti come tema del Cre-Grest: chiudiamo gli occhi, torniamo indietro di 10 anni e pensiamo al cibo con TUTTIATAVOLA in concomitanza dell\u2019Expo a Milano del 2015 o pochi anni fa al ritmo di TUXTUTTI, in cui il tema della cura si \u00e8 ispirato al famoso I CARE di don Lorenzo Milani, di cui ricorreva il centenario della nascita. E potremmo continuare ancora, ma preferiamo guardare a ci\u00f2 che ci aspetta e presentarvi nel dettaglio ci\u00f2 che accompagner\u00e0 l\u2019estate 2025 e che lasciamo alla vostra creativit\u00e0 per una declinazione adatta alla realt\u00e0 di riferimento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">In generale, il Giubileo<\/h2>\n\n\n\n<p>Come primo punto, <strong><em>vogliamo guardare al Giubileo come un evento straordinario da celebrare e che sentiamo prezioso per aiutare a rileggere l\u2019ordinario, a riscoprire uno stile di abitare la storia pi\u00f9 umano, fraterno e sostenibile, facendoci fare esperienza di un Dio venuto tra noi<\/em><\/strong> a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libert\u00e0 gli oppressi, a proclamare l\u2019anno di grazia del Signore (Luca 4, 18-19). <\/p>\n\n\n\n<p>E il Giubileo \u00e8 un anno di grazia del Signore nel quale desideriamo riscoprire la relazione con Lui, facendo memoria delle grandi cose compiute nella nostra vita, ma soprattutto del suo essere accanto a noi oggi e sempre. Il Giubileo non solo con uno sguardo rivolto al passato, ma al presente da vivere e al futuro da costruire. <\/p>\n\n\n\n<p>E allora <strong><em>l\u2019immagine principale che desideriamo consegnare \u00e8 quella di una porta a cui bussare perch\u00e9 l\u2019esperienza di bene si apra di fronte a noi<\/em><\/strong>. E all\u2019apertura di questa porta ci possa raggiungere un annuncio: Io sono con voi tutti i giorni, io ci sono, <strong><em>incontrando la straordinariet\u00e0 di un Dio che non ci abbandona. E questo s\u00ec che pu\u00f2 davvero cambiare l\u2019ordinario<\/em><\/strong>, perch\u00e9 sappiamo di non essere mai soli. Il Giubileo mostra il volto di Dio misericordioso e fedele, che ci ama a tal punto da rimanere e camminare con noi. \u00c8 Lui il primo pellegrino di speranza. Sceglie di camminare da uomo, con il suo popolo per infondere la speranza, per essere la Speranza. E allora anche noi siamo invitati da pellegrini di speranza a bussare alla porta per trovarLo con noi tutti i giorni. Per incontrare i fratelli e vivere con loro esperienze che abbiano il sapore dell\u2019inedito e il profumo di un cammino pi\u00f9 umano da percorrere insieme per cui vogliamo spenderci \u201c<em>Adesso, non domani<\/em>\u201d:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>in questo adesso del Giubileo. Non domani, perch\u00e9 bisogna lavorare per i bambini e per il futuro, e l\u2019essere umano d\u2019onore non lascia agli altri la pesante eredit\u00e0 dei suoi \u201cadesso\u201d traditi. Bussiamo, entriamo nell\u2019esperienza con la certezza di non essere soli. Certezza che diventa la nostra speranza pi\u00f9 vera!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Bussiamo, entriamo nell\u2019esperienza con la certezza di non essere soli. Certezza che diventa la nostra speranza pi\u00f9 vera! E gi\u00e0 questo ci sembra il primo messaggio profetico e rivoluzionario di questa estate: in questo tempo di solitudine dilagante, di individualismi difesi con le unghie e con i denti, <strong><em>noi possiamo e vogliamo, con fede e coraggio, annunciare la forza del \u201cnoi\u201d, chiamati per ci\u00f2 che siamo, radunati da fratelli in comunit\u00e0, liberati da un amore la cui unica misura \u00e8 il tutto<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Concediamoci una piccola precisazione, non stiamo dicendo che il Cre-Grest diventa il Giubileo dei bambini e dei preadolescenti, degli animatori e dei coordinatori o di chiunque altro condivida questa esperienza. <strong><em>Stiamo accogliendo la sfida di raccogliere le dimensioni serie ed importanti per la vita<\/em><\/strong> che caratterizzano ogni anno giubilare che la Chiesa celebra ogni 25 anni e che poggiano sulle domande serie ed importanti che, durante l\u2019esilio in Babilonia, agitano la coscienza di Israele attorno alla comprensione di chi sono e di chi \u00e8 il Signore: come mai tutto questo male? Cosa rimane in mezzo a tutto questo dolore? Per chi e di chi \u00e8 Dio? <\/p>\n\n\n\n<p>Forse questo tempo che viviamo non \u00e8 molto diverso da quello che agitava il cuore degli uomini e delle donne di altre storie, epoche e tradizioni. Sicuramente per\u00f2 <strong><em>l\u2019impresa coraggiosa \u00e8 quella di accogliere la realt\u00e0 e le sue contraddizioni per farne occasione di nuova narrazione da scrivere insieme, scombinando i piani di questa storia e praticando concretamente il bene possibile senza un copione chiaro se non agire per dare vita, per far vedere qualcosa e Qualcuno che affascina di pi\u00f9!<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">In particolare, le 6 dimensioni<\/h2>\n\n\n\n<p style=\"font-size:30px\"><strong>IL RIPOSO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dichiariamo subito che non si tratta del pisolino pomeridiano per ricaricare le energie post-scuola o di una buona notte di sonno che ci fa svegliare pronti per affrontare la giornata. La logica \u00e8 quella del riposo sabbatico del Libro del Levitico 25: \u201c<em>Quando entrerete nella terra che vi do, la terra far\u00e0 il riposo del sabato in onore del Signore: per sei anni seminerai il tuo campo e poterai la tua vigna e ne raccoglierai i frutti, ma il settimo anno sar\u00e0 come sabato, un riposo assoluto per la terra, un sabato in onore del Signore<\/em>\u201d. E l\u2019anno del Giubileo pu\u00f2 essere considerato come un grande sabato che ci d\u00e0 la possibilit\u00e0, non tanto di non fare niente di niente, ma di scoprire che siamo di pi\u00f9 di ci\u00f2 che facciamo e produciamo. E che solo riposando periodicamente, come la terra, possiamo rigenerarci e rigenerare noi stessi e il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>E allora, ci fermiamo perch\u00e9:<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong><em>c\u2019\u00e8 qualcosa di straordinario che accade<br><\/em><\/strong>Intorno e dentro di noi, nelle nostre relazioni, negli spazi che abitiamo e nelle esperienze che facciamo. \u00c8 solo rallentando che possiamo distinguere le cose che contano, i volti degli amici, il sole che tramonta e un buon pranzo condiviso\u2026<\/li>\n\n\n\n<li><strong><em>ci accorgiamo che non tutto dipende da noi<br><\/em><\/strong>ma che c\u2019\u00e8 un di pi\u00f9 di gratuit\u00e0 e dono di cui poter gioire ed essere grati. Possiamo imparare a mandare in pensione l\u2019ansia da prestazione e il delirio di onnipotenza per scoprire che \u00e8 bello, buono e giusto lasciar spazio a qualcun altro, lasciar fare a Dio.<\/li>\n\n\n\n<li><strong><em>possiamo contemplare e godere nel riposo<br><\/em><\/strong>ovvero in quel tempo che ci concediamo per rigenerarci e poterci accorgere di ci\u00f2 che abbiamo fatto. Qui si tratta di imparare da Dio, dal settimo giorno in cui decide di fermarsi e di contemplare le cose buone che ha fatto.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p><strong><em>Pietro, discepolo di Ges\u00f9 e nostro compagno di viaggio in questo Cre-Grest, <br><\/em><\/strong>ha fatto esperienza di un riposo cos\u00ec quel giorno in cui Ges\u00f9 l\u2019ha chiamato ad essere pescatore di uomini. \u00c8 salito sulla sua barca e gli ha chiesto di spostarsi dalla riva perch\u00e9 pi\u00f9 gente potesse ascoltarlo insegnare. Chiss\u00e0 che stupore per Pietro o forse fastidio per aver interrotto il suo lavoro quotidiano, ma anche lui poi si \u00e8 seduto e ha ascoltato parole buone, non sue, da cui \u00e8 cominciato lo straordinario cammino accanto a Ges\u00f9. <br>Questo episodio che ci guider\u00e0 nella preghiera, viene raccontato nel <strong><em>vangelo di Luca<\/em><\/strong> al cap. 5, 1-11. <\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>In concreto al Cre-Grest<\/em><\/strong>, <br>progettiamo dei momenti in cui non fare attivit\u00e0 n\u00e9 grandi giochi costruiti a regola d\u2019arte, delle occasioni in cui impariamo il ritmo lento dell\u2019osservare, dell\u2019immergersi nella natura, dell\u2019accorgerci del bello che ci viene donato.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:30px\"><strong>LA MEMORIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fare memoria \u00e8 un bellissimo esercizio di speranza perch\u00e9, riportando al cuore (ricordare) il bene ricevuto, possiamo continuare (o ricominciare) a camminare con entusiasmo e fiducia, anche di fronte ai racconti disastrosi che ci vengono presentati ogni giorno. Qui la logica \u00e8 quella di Deuteronomio 8: Ricordati di tutto il cammino! \u00c8 un allenamento a fare tesoro della storia e del passato con lo sguardo sempre rivolto al presente e al futuro di cui siamo parte e di cui siamo chiamati a diventare responsabili.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>E allora, facciamo memoria perch\u00e9:<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong><em>siamo parte di una storia<\/em><\/strong><br>della nostra famiglia, del nostro paese, della nostra comunit\u00e0 fino del mondo. Possiamo vedere questa storia che ci precede come un\u2019eredit\u00e0 preziosa, una possibilit\u00e0 o un ostacolo. Ma comunque sia, ci siamo immersi e pu\u00f2 fare molto bene, raccontarla e raccontarcela<\/li>\n\n\n\n<li><strong><em>riconosciamo le luci e le ombre della nostra vita<br><\/em><\/strong>e su queste, non su altro che ci siamo costruiti noi o che altri si aspettano, costruire ci\u00f2 che siamo. Fare memoria \u00e8 un bell\u2019esercizio di autenticit\u00e0 e di coraggio, \u00e8 pi\u00f9 di sfogliare l\u2019album delle fotografie, ma \u00e8 tornare a quei ricordi per capire come ci hanno aiutato o ostacolato nel diventare i bambini, i preadolescenti, gli adolescenti, i giovani e gli adulti che siamo.<\/li>\n\n\n\n<li><strong><em>ci assumiamo la responsabilit\u00e0 di un domani migliore<br><\/em><\/strong>cos\u00ec come siamo e per il pezzo di storia che ci \u00e8 dato di scrivere. Fare memoria \u00e8 saper custodire il bene ricevuto e decidere di restituirlo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 bisogno del contributo di tutti per custodire e coltivare il mondo.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p><strong><em>Pietro, discepolo di Ges\u00f9 e nostro compagno di viaggio in questo Cre-Grest, <br><\/em><\/strong>ha potuto cominciare ad intuire cosa significa tutto questo quando Ges\u00f9 ha deciso di cambiare il suo nome da Simone a Pietro, appunto. Lui il pescatore pescato per pescare altri uomini, completa la sua missione con la chiamata ad essere pietra su cui fondare la Chiesa. Pi\u00f9 volte nel Vangelo, sar\u00e0 poi chiamato Simon Pietro: chiamato a una responsabilit\u00e0 nuova per quel che \u00e8, nel bene e nel male. Questo episodio che ci guider\u00e0 nella preghiera, viene raccontato nel <strong><em>Vangelo di Matteo<\/em><\/strong> al cap. 16, 13-19.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>In concreto al Cre-Grest<\/em><\/strong>, <br>decidiamo di dare casa alla storia dei bambini e dei preadolescenti, costruiamo occasioni di dialogo intergenerazionale e diamo agli adolescenti e ai giovani la possibilit\u00e0 di responsabilit\u00e0 serie dentro cui misurarsi per ci\u00f2 che sono. Custodiamo ogni momento perch\u00e9 possiamo farlo diventare memoria condivisa.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:30px\"><strong>LA RICONCILIAZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Indulgenza, perdono, confessione, remissione dei peccati sono forse parole che spontaneamente stiamo associando a questa dimensione. E magari ci siamo anche chiesti cosa poterne fare al CreGrest che gi\u00e0 \u00e8 difficile pregare insieme. Cominciamo a guardarla come uno stile urgente da abitare e da fare nostro come uomini e donne: nel Giubileo biblico si trattava di un ritorno alle condizioni di giustizia per tutti (debiti condonati, terre restituite, schiavi liberati), per noi pu\u00f2 significare mettere in pratica delle azioni concrete e quotidiane di ricucitura e di convivenza buona tra generazioni, tra culture, con la propria storia di vita e di fede.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>E allora, ci riconciliamo perch\u00e9:<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong><em>siamo amati senza giudizio<br><\/em><\/strong>prima di tutto da Dio, poi da tutte quelle persone che ci stanno accanto, pur conoscendo i nostri limiti e i nostri difetti. Non si tratta di \u201cnonostante\u201d perch\u00e9 sarebbe ancora una forma di giudizio (Anche se sei cos\u00ec, io ti voglio bene!), ma quasi un \u201cproprio perch\u00e9\u201d (Ti voglio bene per come sei!), sapendo che in qualche occasione servir\u00e0 imparare l\u2019arte della correzione fraterna e delle scuse esplicite.<\/li>\n\n\n\n<li><strong><em>il bene che possiamo fare \u00e8 pi\u00f9 grande del male che abbiamo fatto<br><\/em><\/strong>proprio grazie a tutte le volte che gli altri ci perdonano e ci permettono di ricominciare, grazie al credito di fiducia che riceviamo senza sentire di meritarcelo. Possiamo imparare a non rimanere ancorati agli sbagli che ci trascinano a fondo, ma a trovare le forze per risalire in superficie, rispondendo con il bene. Come diceva don Bosco, non esistono cattivi ragazzi e come continua don Claudio Burgio, esistono cattiverie da cui doversi liberare.<\/li>\n\n\n\n<li><strong><em>costruiamo un mondo di pace, disinnescando la logica della vendetta<br><\/em><\/strong>e non possiamo negare di quanto bisogno ci sia di costruire la pace, che \u00e8 un dono ma anche un impegno. Questo vuole suonare come un invito, una chiamata come diceva don Tonino Bello: In piedi, costruttori di pace!. Se siamo mai stati a pregare sulla tua tomba, proprio questa frase si trova in quel luogo.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p><strong><em>Pietro, discepolo di Ges\u00f9 e nostro compagno di viaggio in questo Cre-Grest, <br><\/em><\/strong>ha dovuto fare i conti con quel \u201csettanta volte sette\u201d che Ges\u00f9 ha dato come misura del perdono. Come a dire che bisogna perdonare infinite volte. E possiamo solo immaginare cosa abbia pensato Pietro, forse basti ascoltare cosa sta risuonando in noi. \u201cSettanta volte sette\u201d \u00e8 la possibilit\u00e0 di liberare futuro, di dare avvio a nuovi inizi che salvano. Questo episodio che ci guider\u00e0 nella preghiera, viene raccontato nel <strong><em>Vangelo di Matteo<\/em><\/strong> al cap. 18, 21-35.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>In concreto al Cre-Grest<\/em><\/strong>, <br>prestiamo attenzione non solo al fare, ma anche allo stile dello stare insieme. Non scappiamo dai conflitti, n\u00e9 minimizziamo le litigate ma proviamo a farle diventare occasione per fare esperienza di pace, di perdono dato e ricevuto. Rendiamo le nostre giornate insieme capaci di \u201cCiao, grazie, scusa e per favore\u201d e perch\u00e9 no, ritagliamoci anche un tempo e uno spazio per celebrare la Riconciliazione.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:30px\"><strong>IL RADUNO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nelle feste ebraiche avviene al suono del corno, lo shofar, e tra queste ricorrenze troviamo anche l\u2019anno del Giubileo. Chiss\u00e0 quante volte nella vita ci siamo ritrovati in mezzo a tantissima altra gente, tutta concentrata in uno stesso luogo (concerti, mercatini di Natale, spalti di una partita, la GMG, ecc.), ma \u00e8 pi\u00f9 forse difficile individuare cosa e chi ci ha convocati, se c\u2019\u00e8 stato un punto di inizio di questo movimento. Ogni raduno ha la sua chiamata e la sua motivazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>E allora, ci raduniamo perch\u00e9:<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong><em>abbiamo risposto alla stessa chiamata<br><\/em><\/strong>siamo tutti accorsi perch\u00e9 qualcuno ci ha invitato, qualcosa ci ha attirato ed \u00e8 molto bello darsi del tempo per capire chi e che cosa \u00e8 stato. E una volta radunati, \u00e8 ancora pi\u00f9 bello se non condividiamo semplicemente uno spazio senza neanche guardarci, ma una bella esperienza da vivere insieme.<\/li>\n\n\n\n<li><strong><em>ci incontriamo come fratelli e sorelle<br><\/em><\/strong>non solo come degli estranei che decidono di fare una stessa cosa, ma come persone in relazione non perch\u00e9 si sono scelte, ma perch\u00e9 parte di una stessa famiglia: \u201cin nome di Dio che ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignit\u00e0, e li ha chiamati a convivere come fratelli tra noi, per popolare la terra e diffondere in essa i valori del bene, della carit\u00e0 e della pace\u201d (Papa Francesco)<\/li>\n\n\n\n<li><strong><em>scopriamo come comunit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 bello<br><\/em><\/strong>anche se non per forza \u00e8 pi\u00f9 facile. Si tratta dell\u2019esperienza profetica del \u201cnoi\u201d, di qualcosa pi\u00f9 grande di s\u00e9 e delle proprie relazioni pi\u00f9 strette, a cui appartenere, condizione essenziale per poter abitare umanamente questo mondo e provare a renderlo migliore.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p><strong><em>Pietro, discepolo di Ges\u00f9 e nostro compagno di viaggio in questo Cre-Grest, <br><\/em><\/strong>non ha potuto scegliere di stare solo perch\u00e9 fin da subito \u00e8 stato chiamato con altri, fratelli di sangue e non solo. A due a due, in settantadue, i Dodici: mai Ges\u00f9 ha pensato ad una missione in solitaria, neanche per s\u00e9 che \u00e8 Dio! Ha sempre cercato fratelli e sorelle con cui stare, mangiare, percorrere le strade della sua terra. Perch\u00e9 non dovremmo fare lo stesso? Questa dimensione su cui siamo invitati a pregare, viene raccontata in particolare nel <strong><em>Vangelo di Marco<\/em><\/strong> al cap. 3, 13-19.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>In concreto al Cre-Grest<\/em><\/strong>, <br>rendiamolo un\u2019esperienza di comunit\u00e0 dove imparare a stare insieme come fratelli e sorelle. I bambini non hanno scelto i loro compagni di squadra, i preadolescenti non hanno scelto i loro animatori e gli animatori si sono trovati con quei bambini e guidati da quei coordinatori: che sia occasione per apprezzare la diversit\u00e0, per aprirci alla novit\u00e0 e per imparare davvero come essere fratelli e sorelle.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:30px\"><strong>IL RITO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Inquadrare questa dimensione \u00e8 complesso: perch\u00e9 rischiamo di ridurla ai gesti quotidiani di routine o di relegarla solo alla dimensione celebrativa della liturgia. Sicuramente il rito \u00e8 un\u2019azione che si ripete e che nel ripetersi, stabilizza la vita e le d\u00e0 un senso. Potremmo dire che la rende perch\u00e9 creano un forte rapporto con il mondo, senza continuamente farci chiudere su noi stessi. Possiamo sicuramente pensare ai riti di passaggio che stanno scomparendo: ci mettono a confronto con noi stessi per aprirci ad altro, per spingerci verso altro ed altri.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>E allora, viviamo il rito perch\u00e9:<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong><em>ci prepariamo a vivere quanto accade<br><\/em><\/strong>invitandoci a interrompere la routine dentro la quale siamo immersi per segnare un cambiamento di stile, di esperienza, di tempo e di spazio. Pu\u00f2 essere un rito di passaggio che fa crescere, un rito collettivo che ci fa sentire parte, un rito celebrativo che ci mette in relazione con Dio, un rito familiare che rassicura.<\/li>\n\n\n\n<li><strong><em>sperimentiamo la gratuit\u00e0 che serve<br><\/em><\/strong>e che ci serve perch\u00e9 quei riti non servono nella logica utilitaristica del mondo, n\u00e9 sono indispensabili per vivere ci\u00f2 che dobbiamo vivere. Ma quei gesti sono la gratuit\u00e0 che rende sopportabile la routine, il dovere, le cose da fare, ad esempio il bacio della mamma prima di andare a scuola che non serve per la didattica, ma per far sentire custodita e amata quella giornata.<\/li>\n\n\n\n<li><strong><em>ci alleniamo come uomini e donne a sentire il mondo come casa<br><\/em><\/strong>perch\u00e9 non si tratta pi\u00f9 solo di sopravvivere e di condividere del tempo, ma di creare degli spazi e dei simboli che fanno sentire a casa, appartenenti a qualcosa e Qualcuno.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p><strong><em>Pietro, discepolo di Ges\u00f9 e nostro compagno di viaggio in questo Cre-Grest, <br><\/em><\/strong>ne ha vissuto uno particolarmente difficile da digerire: la lavanda dei piedi. All\u2019inizio non poteva sopportare che il Maestro facesse un gesto da servo, poi \u00e8 stato Ges\u00f9 a trasformare il significato e a renderlo nuovo, facendolo diventare lo stile dei suoi discepoli: il servizio. Lavare i piedi era necessario per consegnare lo stile dei suoi discepoli? Forse no, ma cos\u00ec ha reso possibile la ripetizione di gesti concreti, prima ricevuti e poi donati. Questo episodio che ci guider\u00e0 nella preghiera, viene raccontato nel <strong><em>Vangelo di Giovanni<\/em><\/strong> al cap. 13, 1-13.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>In concreto al Cre-Grest<\/em><\/strong>, <br>viviamo insieme dei riti, facendo una ricognizione di quelli che sono parte della storia della nostra comunit\u00e0 e delle persone che la abitano e inventandone di nuovi che diano significati nuovi all\u2019esperienza e alla vita dei bambini e dei preadolescenti.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:30px\"><strong>LA FESTA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Candeline, festoni e regali ed \u00e8 subito festa di compleanno. Lucine, albero e tavola imbandita e fa subito Natale. A casa dal lavoro e dalla scuola e fa subito festivit\u00e0 civile. Quanti diversi modi di fare festa e quanti diversi eventi tutti chiamati cos\u00ec, ma forse un po\u2019 riduttivo. Chiaramente queste sono tutte feste, ah dimenticavamo la festa finale del Cre-Grest, ma addentriamoci meglio nel festeggiare come parte essenziale dell\u2019essere uomini e donne.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>E allora, facciamo festa perch\u00e8:<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong><em>diciamo grazie dei doni ricevuti<br><\/em><\/strong>prima che aspettarci dei nuovi regali. Festeggiamo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 qualcosa che abbiamo vissuto che ci ha fatto bene, che ci ha fatto felici, che ha reso pi\u00f9 bella la nostra vita.<\/li>\n\n\n\n<li><strong><em>sentiamo una grande gioia nel cuore<br><\/em><\/strong>e non vogliamo tenerla solo per noi. Non si tratta del raggiungimento di un traguardo o di un\u2019altra candelina sulla torta, ma di festeggiare il percorso che ha portato a questo.<\/li>\n\n\n\n<li><strong><em>mettiamo al centro il festeggiato<br><\/em><\/strong>non preoccupandoci solamente di una perfetta organizzazione, ma di invitare e festeggiare ci\u00f2 e chi conta davvero.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p><strong><em>Pietro, discepolo di Ges\u00f9 e nostro compagno di viaggio in questo Cre-Grest, <br><\/em><\/strong>ci insegna l\u2019arte del festeggiare in un episodio che \u00e8 successivo alla resurrezione di Ges\u00f9, quando, insieme agli altri discepoli, ai suoi fratelli, viene colmato di Spirito Santo. S\u00ec, proprio quando scendono le lingue di fuoco sulle loro teste e cominciano a parlare in tutte le lingue degli uomini per poter annunciare a tutti che sar\u00e0 festa infinita con te, Signore! Questo episodio che ci guider\u00e0 nella preghiera, viene raccontato negli <strong><em>Atti degli Apostoli<\/em><\/strong> al cap. 2, 1-4.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>In concreto al Cre-Grest<\/em><\/strong>, <br>impariamo a fare festa, ringraziando per tutto il bene che riceviamo, gioendo per tutte le cose belle che ci capitano e mettendo al centro del nostro stare insieme Ges\u00f9 e tutti i fratelli e le sorelle con cui condividiamo le giornate.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse dobbiamo ammettere che non siamo stati proprio originali, ma potevamo forse non considerare un evento cos\u00ec importante per la Chiesa? Qualcuno potrebbe dire che potevamo certamente, ma in realt\u00e0 non volevamo farlo! Non volevamo perdere l\u2019occasione di un tema religiosamente connotato per metterlo al centro di una rilettura esistenziale che possa provocare la vita&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-26","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiadigraffignana.it\/toctoc\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/26","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiadigraffignana.it\/toctoc\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiadigraffignana.it\/toctoc\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiadigraffignana.it\/toctoc\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiadigraffignana.it\/toctoc\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.parrocchiadigraffignana.it\/toctoc\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/26\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63,"href":"https:\/\/www.parrocchiadigraffignana.it\/toctoc\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/26\/revisions\/63"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiadigraffignana.it\/toctoc\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}